La crisi del settimo anno: Come uscirne?

La crisi del settimo anno è uno degli argomenti di cui tutti sono a conoscenza; lo sanno proprio tutti, dai bambini che ancora non hanno intrapreso una relazione, se non quella con i genitori ed i parenti, agli anziani che fieri, ostentano il superamento di questa crisi.

E se la crisi del settimo anno non fosse l’unica da superare?

crisi del settimo anno

Spesso ci si trova a discutere tra amici:

“Eh, ormai sei vicino ai 7 anni…”

“Guarda, non me ne parlare, speriamo bene!”

Come se lo scattare del settimo anno, portasse a catastrofi e problemi irrisolvibili.

Sei anni e 364 giorni, tutto bene; poi arriva mezzanotte, scattano i 7 anni, ed eccole li le tragedie, la crisi del settimo anno ti stavano aspettando!

Cosa succeda in questo famigerato settimo anno, non si sa bene, non ci sono libri e manuali che spiegano come comportarsi, se sia meglio sopportare per un anno le liti, tapparsi la bocca e sperare che passi subito, oppure fare un biglietto per un viaggio all’altro capo del mondo, e prima di partire scrivere due righe al proprio partner: “Tesoro, ci vediamo tra un anno!”; c’è chi crede di risolvere il problema sposandosi, così da tenersi impegnato nella preparazione del matrimonio, per non pensare che quello che si sta vivendo, è proprio il settimo anno, la cosa peggiore che potrà succedere, sarà quella di sfogare la rabbia su qualche parente o amico, mantenendo intatta la propria relazione.

Dopo aver assecondato il mito del settimo anno, parliamo un po’ di quello che veramente succede.

Fare un preambolo è d’obbligo: la vita di coppia è costellata di continue crisi, che spesso ignoriamo, viviamo e superiamo con gran naturalezza; altre volte questi periodi creano tensioni che movimentano le nostre relazioni ma, queste ultime non necessariamente finiscono, semplicemente mutano, diventando più mature. Infondo immaginare un bambino che per tutta la sua vita, pur andando avanti con l’età, rimane attaccato alla “gonna di mamma” è piuttosto paradossale, perché dovrebbe farlo la nostra relazione?

Successivamente alla scelta del nostro partner, viviamo un periodo detto di “luna di miele”, più comunemente definito come innamoramento, in realtà ci vorrà parecchio tempo prima di innamorarsi di quella persona, la nostra sarà più una cotta: occhi che brillano, sospiri, i nostri amici che ci prenderanno in giro ed un sorriso da ebete stampato in faccia.

Per fortuna, della gente che ci circonda, questa situazione non dura molto, qualche mese e la nostra coppia inizia ad assestarsi, iniziano le liti, il “Lei è troppo gelosa!”, il “Lui non capisce quando mi arrabbio!” e si corre incontro, a braccia aperte, ad un periodo che dura dai sette ai dieci anni, al termine dei quali, finalmente, ci rendiamo conto che non possiamo cambiare l’altra persona, certo smussare dei tratti caratteriali per poter vivere insieme al meglio è indispensabile, ma sicuramente non potremo portare nell’altro un cambiamento radicale.

Eccola qui la nostra crisi del settimo anno!

Come abbiamo visto, non sempre si parla di sette anni, a volte ce ne vogliono 10, altre volte 5, dipende un po’ da come siamo noi e l’altra persona.

Quando capirete che non potete cambiare colui o colei che avete accanto, e smetterete di cercare la riuscita dell’intento, quello li, sarà esattamente il momento in cui avrete superato “la crisi del settimo anno”.

A questo punto penserete, come la maggior parte delle persone, che i giochi siano fatti: ti accetto così come sei e abbiamo risolto, niente più crisi. Sarebbe bello ma è tutto molto più complicato.

Immaginate di dover accettare una persona per quello che è, bene penserete, è positivo, certo, lo è; ma cosa farete da adesso in poi? Non sarete più impegnati nel cercare di apportare modifiche, come passerete il vostro tempo?

Ovviamente questa è più una provocazione volta alla riflessione, alcuni penseranno che finalmente potranno godersi la propria relazione per quella che è, buon per voi! La maggior parte delle persone, invece, vedrà la propria relazione fermarsi, arenarsi e lentamente morire, ingabbiata in uno stallo insolito.

Come potremmo quindi rendere viva la nostra relazione?

Ci troviamo un amante!

crisi del settimo annoSembrerà paradossale, ma sicuramente non stiamo dicendo che questo succede in tutte le

 

coppie, quindi ora se state insieme da 15 anni, non correte dal vostro partner con il dito puntato, urlando: “tu hai un amante!”, diciamo piuttosto che questo è quello che potrebbe succedere in una coppia ma che non è una certezza.

Quindi abbiamo un amante e decidiamo di averlo di nascosto, di dirlo solo a qualche amico che sicuramente manterrà il segreto. La scelta di nasconderlo, razionalmente, è dettata da un po’ di paura nella possibile reazione del proprio partner e dalla voglia di non ferirlo, mancargli di rispetto o più semplicemente, di non farlo sentire un “cornuto”.

In realtà il motivo per cui lo teniamo nascosto, è perché quando lo scoprirà, e lo farà, ne sarà spaventato. Ovviamente esiste anche l’ipotesi che sbatta la porta e vada via, facendovi arrivare una lettera dell’avvocato per l’affido dei figli. Tuttavia se tutto questo non succederà, allora sarà facile capire che il tradimento, è solo un mezzo per movimentare la relazione, ravvivarla e non farla morire. Sarà impopolare ma tutto questo si può intendere con un accordo tra i due, la reazione più probabile, infatti, sarà quella di “restituire il favore” al proprio partner.

Se questo periodo verrà superato, ci saranno una decina d’anni di instabilità che porteranno il rapporto a crescere, fino ad arrivare alla crisi del ventesimo anno. Quando finalmente vi siete assestati e tirate un sospiro di sollievo, i vostri figli decidono di andare a convivere, sposarsi o emigrare in un paese lontanissimo provocandovi la cosiddetta “sindrome del nido vuoto” ma, il reale problema non è il figlio che se ne va, ma bensì che siete rimasti soli, voi ed il vostro partner, e dovete riorganizzare tutto in funzione solo di voi. Questo è l’ultimo piccolo sforzo, perché se superate questa crisi, sarete pronti a condividere la vecchiaia e ad affrontare la morte.

Quindi come abbiamo potuto vedere, non è certo la crisi del settimo anno che ci deve spaventare, è solo parte di un processo di crescita e mutamento che affrontiamo in ogni sfera della nostra vita.

Dott.ssa Diletta De Toma

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